Data documento - 1853
Carta dei pascoli e terreni coltivati nell’Ottocento 1853
Mappa del catasto Lombardo Veneto di Onore del 1853 con evidenziate nel riquadro a sinistra i terreni a pascolo e a destra quelli coltivati (aratori). Risulta evidente che la superfice destinata a pascoli e agli alpeggi è decisamente molto superiore a quella utilizzata per le colture agricole (mais, frumento e altri cereali).
I pascoli di montagna erano una componente essenziale dell’economia rurale e dell’organizzazione sociale delle comunità alpine.
- Funzione principale: erano destinati all’allevamento estivo di bovini, ovini e caprini, secondo il sistema della transumanza o dell’alpeggio, che prevedeva la salita del bestiame in quota nei mesi estivi e il ritorno a valle in autunno.
- Gestione: i pascoli erano spesso collettivi o comunitari, regolati da consuetudini locali che stabilivano tempi di utilizzo, carichi di bestiame e turni.
- Produzioni: oltre al pascolo diretto, erano fondamentali per la produzione di latte, burro e formaggi d’alpeggio, destinati sia all’autoconsumo sia al mercato locale.
Costituivano una risorsa vitale per l’economia contadina di montagna, integrando l’agricoltura di fondovalle e contribuendo alla sopravvivenza delle popolazioni alpine.
In texture alla mappaa catastale, l’ortofoto di Google maps 2007.
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